L'Orto dei Giusti: partecipa alla Giornata Mondiale del Pic nic ecologico!

by Redazione 1. June 2010 18:44

Giusti perché i Giusti saranno salvati, si sa... quindi meglio darsi da fare per salvarci tutti assieme!

Questo spazio di terra collinare in parte coltivabile in parte calanco, servito dall’autobus, che in passato è stato adibito ad orti, abbandonato da due anni e per ora “arato” dai cinghiali, vuole rivivere come spazio colturale e culturale. In pratica è uno spazio privato che viene messo a disposizione di chi vuole costruire occasioni d’incontro artistiche, olistiche ed ecologiche


6 GIUGNO 2010: GIORNATA MONDIALE DEL PIC NIC ECOLOGICO


In occasione della giornata mondiale dei PIC NIC FOR DEGROWTH, partendo con la passeggiata da parco Cavaioni alle 18, i cancelli dell'Orto dei Giusti saranno aperti (su prenotazione) per MAGIE ARBOREEI GIARDINI DELL'EDEN”, una passeggiata alla scoperta dei miti, del contatto e della musica degli alberi, a cura di Terrarossa Terraverde e Damanhur Bologna: ascolteremo le storie degli alberi, ne sentiremo la forza e la delicatezza e sentiremo suonare le piante, un’esperienza che cambierà il nostro modo di concepire il mondo vegetale e ci farà guardare con occhi nuovi la nostra piantina di basilico.

Per prenotazioni telefonare allo 051.4847420

Con l'occasione presenteremo il progetto di calendario delle iniziative in collaborazione previste nell'Orto dei Giusti a cui potranno prendere parte i cittadini di Bologna e non solo....

Vi aspettiamo!!!



CON CHI SI COMINCIA?


- Cominceremo presto a coltivare l’orto assieme a IL VENTAGLIO DI ORAV  - associazione di promozione sociale che si occupa di disagio psichiatrico attraverso la gestione orti in collina - pensione per cavalli - sentieri sui colli bolognesi

- Organizzeremo laboratori per ragazzi, incontri artistici e per la didattica dell'arte nello spazio dell’aia rotonda in collaborazione con l’asscociazione SENZA TITOLO (mail: infosenzatitolo@gmail.com)

- Svolgeremo corsi di ARCHITETTURA BIO CON PAGLIA E TERRA E PIANTEREMO UN “BOSCO SACRO” con gli architetti di AVALON 3000 per bioarchitettura e progetti eco-sostenibili (www.nemetonmagazine.net e www.studiomaci.it).

- Occuperemo con rispetto i calanchi con percorsi di TIRO CON L'ARCO DINAMICO. Il progetto "tiro dinamico" è una proposta che contiene una precisa caratterizzazione tecnica e filosofica del tiro con l'arco, inserita in un contesto di pratica, comunicazione e coinvolgimento verso il largo pubblico nel pieno spirito UISP. Esso propone, in egual misura, contenuti tecnico-sportivi, storico-culturali, ludici, pedagogici e sociali. Infatti, con l'introduzione del principio degli Arkàn (i Pilastri della tradizione orientale), si intendono valorizzare oltre la precisione, le doti di abilità, velocità e potenza. Postulati fondamentali sono quindi il lavoro di ricerca sull’uomo e non sui privilegi che danno certe attrezzature piuttosto che altre. Il risultato è un ambito che permette forti spettacolarizzazioni, riducendo la staticità apparente del tiro con l’arco e combinandola con ingredienti ludico-sportivi e aggreganti, senza le limitazioni che nascono, sovente, negli ambiti strettamente o unicamente agonistici.

- Indagheremo le tecniche e i linguaggi arcaici grazie all'ARCHEOLOGIA SPERIMENTALE, progetto  a cura del Dott. Vittorio Brizzi direttore Nazionale della rete paleoworking per lo studio delle tecnologie primitive con proposte di riproduzione di antiche tecniche artigianali: dalla fusione del bronzo alla modellazione e cottura della ceramica, dalla tessitura alle tecniche di lavorazione del legno, delle fibre vegetali e della pietra.

- Organizzeremo conferenze, mostre di ecoarte, attività educative, iniziative ambientali ed olistiche per lo sviluppo di nuovi stili di vita in armonia con la natura con TERRAROSSA TERRAVERDE bottega d'arte e natura, stili di vita ecocompatibili, didattica ambientale e dell'arte (Isabella Guerrini, paesaggista e Carlotta Serpieri, ceramista) e con DAMANHUR BOLOGNA associazione di promozione sociale con Silvio Nuvola e – Plinio Zamboni che curano insieme ad Isabella Guerrini di Terrarossa Terraverde le Magie Arboree - rassegna estiva di passeggiate alla scoperta dei miti, del contatto e della musica degli alberi, all'interno della rassegna Bologna Estate del Comune di Bologna


IL CALENDARIO DELLE INIZATIVE PREVISTE A PARTIRE DA AGOSTO SARA' PRESTO ON LINE...

Durante la stagione meno favorevole svolgeremo le nostre attività al coperto sotto la “tenda yurta” all’interno del progetto NOMADIZZIAMOCI


Insomma l’ORTO DEI GIUSTI VI ATTENDE!

E dimenticavo, l’orto si chiama così anche perché io di cognome faccio Giusti…


Syusy Blady

 

 

OrTalon le Gioiose Merende di Casa S.Margherita

by Admin 31. March 2010 17:03
 
Un'occasione per stare insieme e risvegliare un luogo di memorie contadine
 
 
OrTalon è diventata un'associazione. Non è più solo legata all’esperienza dell’'rto condiviso, ma nello spirito di quella esperienza, intende promuovere all’interno del Parco della Chiusa un percorso più allargato, mirato alla valorizzazione e alla tutela del suo patrimonio storico, artistico, ambientale, naturale, paesaggistico e agricolo.


In particolare promuove:

  • la diffusione e la divulgazione dell’agricoltura biologico e biodinamica, la promozione della cultura contadina e della condivisione sociale, favorendo l'osmosi tra l’ambiente urbano e la campagna, tra il cittadino e il mondo agricolo;
  • la produzione, trasformazione e diffusione di prodotti biologici e biodinamici, di alta qualità nutrizionale ed organolettica;
  • la conservazione dell’ambiente naturale e lo sviluppo della biodiversità;
  • la riscoperta delle arti e dei mestieri antichi;
  • l'impiego di tecnologie a basso impatto ambientale, nelle lavorazioni agricole;
  • la creazione di un centro di documentazione, ricerca e didattica relativo all’agricoltura biologica e biodinamica
 
per informazioni e iscrizioni:

info@biodiversi.com
3473951154 / 3479977363
www.ortalon.org

 

Programma degli eventi di primavera

 

MARZO

28 domenica
- alle 14,00 alle 17,00
Laboratorio di decorazione di ciotole in terracotta a cura dell'associazione "Oltre" dalle 16,00
Degustazione della zuppa di Sophie a cura di Sophie Brassard


APRILE

5 lunedì
- dalle ore 14,30 alle 18,30...
Laboratorio di costruzioni di animali e spaventapasseri di paglia a cura di Dario Quintavalle
- dalle 16,00
Favole nell’Aia: letture animate a cura di Rossella, Anna e Giovanni

10 sabato
- dalle 14,30 alle 18,30
Corso per l’autoproduzione del sapone a cura di Lorenzo Micele

17 sabato
- dalle 14,30 alle 18,30
Laboratorio di ceramica nell’orto a cura di Silvia Zagni

25 domenica
- dalle ore 16,00
Festa nell’aia e musica


MAGGIO

1 sabato
- dalle ore 16,00
Festa nell'aia e musica

2 domenica
- dalle 15,00 alle 18,00
Degustazione di vini biologici a cura dell’Associazione “Gusto Nudo” presenta il sommelier Andrea Rubbi
- dalle 16,00
Favole nell’Aia letture animate a cura di Rossella, Anna e Giovanni

7 venerdì
- dalle 16,30 alle 18,30
Incontro con l’albero - la Quercia a cura di Agrisophia e Dharma Kaur

8 sabato

- dalle 14,30 alle 18,30
Laboratorio di ceramica nell’orto a cura di Silvia Zagni

9 domenica
- dalle 9,30 alle 18,00
A tutto Gas incontro dei gruppi d’aquisto solidale di Casalecchio di Reno e dintorni

14 venerdì
- dalle 16,30 alle 18,30
Incontro con l’albero - Il Frassino a cura di Agrisophia e Dharma Kaur

16 domenica
- dalle 9,30 alle 18,00
Laboratorio di cesti di vimini ed intrecci creativi a cura di Lucia De Caris dell’associazione “Passi leggeri sulla terra”

21 venerdi
- dalle 16,30 alle 18,30
Incontro con l’albero - Il Cedro del Libano a cura di Agrisophia e Dharma Kaur

22 sabato
- dalle 10,00 alle 17,30
Laboratorio di autoinstallazione di pannello solare fotovoltaico a cura di Coop. Ecosoluzioni

28 venerdì
- dalle 16,30 alle 18,30
Incontro con l'albero - L’Acero a cura di Agrisophia e Dharma Kaur

29 sabato
- dalle 14,30 alle 18,30
Le erbe officinali a cura di Laura Frabboni

GIUGNO

4 venerdì
- dalle 16,30 alle 18,30
Incontro con l'albero - il Salice a cura di Agrisophia e Dharma Kaur

5 sabato
- dalle 10,00 alle 17,30
Laboratorio di autocostruzione di pannello solare termico a cura di Bruno Tommasini. Rete solare per l’autocostruzione

13 domenica
- dalle 14,30 alle 18,30
L'arte dei cosmogrammi per la cura olistica del Paesaggio a cura di Maurizio Martinelli

 

OrTalon: apre la stagione primaverile

by Admin 18. February 2010 16:23

Syusy intervistata per l'Almanacco Barbanera

by Admin 1. December 2009 19:30

Syusy intervistata da Pia Fanciulli tra le pagine dell'Almanacco Barbanera 2010

 

 

Nomadi e Orti: il Club degli Ortolani

by Admin 9. November 2009 14:37

I veri nomadi odiano l'orto, è terra rubata al pascolo ma ho visto anche nomadi semi-inurbati con accanto alla yurta il loro bravo orticello.
Purtroppo noi non viviamo in spazi aperti e liberi, buona parte del nostro territorio è chiuso da reticolati e cancelli. Possiamo allora lasciare tutto e andarcene in montagna a cercare un posto che non sia di nessuno ma neppure i nomadi si spostano su di un territorio che non è di nessuno.
Da quello che ho capito spesso i pascoli sono di tradizione di quella famiglia quindi, anche se del "demanio" sono in uso.
La stessa cosa l'ho vista in Australia, gli aborigeni australiani hanno vinto una famosa causa volta a stabilire che la terra che i colonizzatori hanno decretato terra nullius, cioè terra di nessuno in realtà era delle famiglie che la percorrevano ma che non avevano il senso della proprietà che abbiamo noi occidentali.
La usavano ma nessuno l'avrebbe mai venduta.
Allora, all'interno di quella che è la nostra situazione, come fare per poterci muovere fare iniziative?
I parchi pubblici indicono bandi per destinare la gestione di verde, ma ci vogliono requisiti troppo complessi.
L'unica è provare con la stessa logica della proprietà privata da gestire però in modo creativo.
Da tempo cercavo un orto in campagna vicino a Bologna raggiungibile con l'autobus; l'ho trovato e l'ho comperato ma mai riuscirò da sola a coltivare un orto senza competenze e aiuto allora ho pensato intanto a fondare un Club degli ortolani.
Vi spiego come e con quali sviluppi...

Syusy Blady e il suo Club degli Ortolani:

Maurizia (Syusy): L'idea di un orto urbano è sì necessaria, ma è anche una risposta che ha qualcosa di creativo nella risposta stessa, e che va al di là della necessità di farsi la propria insalata. Lo conferma anche la storia che ci ha raccontato l'architetto Cristofani, i suoi orti urbani sono nati dall'esigenza di utilizzare uno spazio che aveva e che non veniva sfruttato in altro modo, ma nello stesso tempo l'idea di Cristofani è stata quasi una provocazione per dimostrare che si poteva riuscire a rendere fruibile uno spazio abbandonato da tempo e che ormai era diventato brutto e pericoloso. Nel mio caso l'esigenza e la voglia di fondare il Club degli Ortolani è sì un'esigenza pratica, ma anche estetica. È necessario a volte fare delle provocazioni, che poi possono nascere così e diventare in seguito delle realtà quotidiane. Io devo ammettere che personalmente ho sempre guardato con invidia gli orti dei pensionati ai quali, non si capisce bene perché, quasi non si può accedere. Sono orti molto ordinati, hanno una loro logica un po' da pensionati e un po' da piccolo condominio o da cimitero con i loculi, è una logica anni '60 che rientra nella testa di chi ha abbandonato la campagna e, dovendo poi inurbarsi, ha trovato nel condominio e poi nell'orto cimiteriale la risposta e un modo per potersi prendere cura di un piccolo spazio di propria pertinenza. Da una parte questo è brutto ma dall'altra è anche una buona idea che però va usata in modo diverso. Lo stesso architetto di Milano Cristofani ha deciso di mettere a disposizione i suoi orti a persone di diverse età e in questo modo l'orto urbano è diventato qualcosa di più di un pezzetto di terra dove la cosa più importante è solo far crescere bene la propria insalata. Per me l'orto urbano e, in particolare, il mio Club degli Ortolani, deve essere prima di tutto un'occasione per associarsi e io vorrei dargli una valenza quasi “nobiliare” perché nobile è l’intento. È un Club a tutti gli effetti, come il club della caccia o dei cavalli, un Club colto dove gli ortolani possono trovare un proprio spazio dove poter sperimentare e coltivare in modo... semi-collettivo, un punto di incontro comunitario, ma anche personale, dove chi fa l'insalata migliore verrà apprezzato e gratificato.

Cultura e coltura

Il Club degli Ortolani quindi sarà una “cosa raffinata”, un posto in cui dopo aver zappato la propria zolla, dopo aver parcellizzato la zolla, come dico io, fatto “zapping”, ci si possa trovare come in un club inglese a discutere del modo migliore per coltivare un'insalata o di altro.
L'idea è quella di avere l'occasione per trovare tante persone che possano incontrarsi e parlare di agricoltura, di cosa si deve o non si deve fare per uscire dallo stato attuale di cose; il tutto in un'accezione anche colta, un circolo culturale e colturale, insomma: un vero e proprio Club con delle regole. La prima è che ci sarà un'iscrizione e bisognerà seguire un corso, avere una vera e propria formazione, anche con la collaborazione della facoltà d’Agraria. Ci saranno una serie di incontri che insegneranno come utilizzare la terra anche in modo estremamente alternativo, intendo con le tecniche di Fukuoka, e ovviamente con tecniche di agricoltura biologica e coltivando solo prodotti adatti alla stagione, senza dimenticare le piante officinali e i loro estratti e i loro mille usi.

Lo “zapping agricolo”

Per le piante officinali potrò contare su alcuni esperti, o meglio esperte, che conosco da tempo e che sono care amiche, come Pimpinella, che è una botanica, e Gabriella Buccioli che cura un suo giardino di tutte piante naturali arrivate con il vento, ha anche scritto un libro: Il giardino creato dal vento, il suo giardino poi è molto conosciuto e vengono anche i giapponesi a studiarlo! Spero di riuscire ad avere anche lei tra i docenti. E ovviamente aspetto i docenti di Agraria che verranno a raccontare tutto ciò che ha a che fare con l'agricoltura in generale e anche tutto ciò che riguarda nello specifico il piccolo orto che puoi fare tu. La prova pratica consisterà ovviamente nello zapping, nella parcellizzazione della zolla e nel piantare il seme. Il bello è che tutto questo sarà pronto vicino Bologna in un terreno che ho preso io e che verrà dato da me personalmente. Il terreno è raggiungibile in autobus e sono 4 ettari coltivabili. C'è anche una storia dietro, il terreno prima era gestito da un'ortolana che l'ha curato e ci ha lavorato molto, io quando l'ho visto ho pensato che in poco tempo l'avrei ridotto in poltiglia. È per questo che è nata l'idea del Club degli Ortolani: io non sarò mai in grado di gestire l'orto da sola e ho bisogno di aiuto, questo può diventare uno scambio di aiuto reciproco. Non solo: so che esistono negozi che vendono prodotti adatti e l'idea è proprio collegarsi a questo per provare a creare il Club degli Ortolani con tutte le persone interessate a imparare e a sperimentare. L’invito è esteso alle persone che sono interessate a farsi la propria insalatina e non solo, a parlare di piante officinali e di giardino. In questo spazio è arrivato anche questo blog, che si chiama
www.nomadizziamoci.it e che sarà uno spazio per parlare di cultura, di altra cultura, di cultura che tiene conto della terra e dello spostamento sulla terra. Chi vuole intanto può iscriversi al Club degli Ortolani, cominceremo in primavera.

L’associazione: l’Orto dei Giusti

Sarà necessario darsi una veste giuridica, essere qualche cosa di più di un gruppetto volonteroso: anche qui la mia è una provocazione, io metto a disposizione lo spazio e voglio condividere la mia passione, che forma associativa corrisponde a questo? Come sempre è difficile inquadrare un progetto che nasce sull’onda di una intuizione senza pensare al profitto unendo una iniziativa privata con la partecipazione appassionata di persone che trovano la cosa interessante e divertente. Abbiamo pensato con gli amici di Impronte di chiamare l’associazione “l’orto dei giusti” perché i giusti saranno salvati e anche perché... io di cognome faccio Giusti!

Evitare il fagiolino assassino

Con Agraria collaboreremo anche per fare una mappa del terreno, chi vuole si può iscrivere per prenotare il suo orticello. Se abbiamo delle iscrizioni possiamo anche vederci a Bologna, incontrarci per scambiare idee. Io parto da niente, quando ero piccola avevo un orto con la nonna, da grande ci ho provato a Mantova, ho zappato e ho piantato i fagiolini e poi non riuscivo a entrare nell'orto perché l'orto era invaso da fagiolini assassini. Io non sono un'esperta, l'idea è proprio quella di aiutare tutti quelli che come me non vogliono essere uccisi dai fagiolini assassini, serve qualcuno che ci dica qualcosa e ci dia una mano”.
Chi ci sta?


Maurizia Giusti

In arte Syusy Blady

OrTalon: partecipa al corso di biodinamica!

by Admin 9. October 2009 16:59

L’orto - giardino al Parco della Chiusa

by Admin 3. April 2009 14:20

Corso aperto per la realizzazione del progetto

di Simona Ventura

La cooperativa che gestisce il Parco della Chiusa da l’avvio ad un progetto che prevede la realizzazione di un orto giardino all’interno del parco attraverso un corso teorico/pratico aperto a quanti amano la terra. Abbiamo fatto qualche domanda a Silvano Cristiani, coordinatore del progetto per la gestione secondo criteri biodinamici del Parco della Chiusa, in modo da approfondire l’argomento. Qui di seguito l'intervista rilasciata al Giornale del Comune.

Ci vuole spiegare a grandi linee il progetto?

Si intende realizzare un orto-giardino aperto, condotto con metodiche naturali (agricoltura biologica e biodinamica), attraverso un percorso di cogestione e condivisione che si sviluppa in un corso aperto ai cittadini interessati a coltivare assieme a noi una parte del terreno agricolo del parco, approfondendone sia gli aspetti pratici che quelli teorici.

Il progetto si realizza su una superficie di circa 13.000 metri quadrati e prevede la piantumazione di alberi da frutto, piante officinali, orticole, fiori, nonché la realizzazione di una zona umida.

Cosa si propone con questo progetto?

Cerchiamo di far incontrare le persone che condividono con noi l’idea che sia possibile realizzare un’agricoltura pulita che coniughi il rispetto per la natura e la sostenibilità economica, in una dimensione di solidarietà e aiuto reciproco.

Le persone che desiderano avvicinarsi alle tecniche e alle metodiche biodinamiche avranno la possibilità di seguire un seminario e di applicarne in pratica le nozioni acquisite, contribuendo a realizzare concretamente l’orto e a goderne, in seguito, i frutti.

Come si svolgerà concretamente il lavoro e su quale prospettiva si muove?

La cooperativa metterà a disposizione terreni ed attrezzature, le persone contribuiranno con il loro lavoro alla realizzazione del progetto, alla coltivazione e alla raccolta dei prodotti che saranno suddivisi tra cooperativa e volontari seconda modalità da definirsi assieme.

Questo percorso di condivisione rappresenta il primo anello di una serie di attività che verranno portate avanti tra cooperativa ed utenti del parco nella coltivazione e cura delle piante e degli animali presenti: raccolta dei frutti e delle erbe medicinali; raccolta della frutta delle piante che verranno reintrodotte all’interno del parco.

Articolo sul Corriere della Sera - Bologna

by Admin 20. March 2009 16:32

 

Di seguito un articolo apparso sul Corriere della Sera del 14 Marzo

a proposito dell'iniziativa dell'Orto dei Giusti:

 

 

Intervista a Igor, tecnico ambientale.

by Admin 25. February 2009 14:02

  ARCHITETTURA SOSTENIBILE

Pubblichiamo qui di seguito l'intervista rilasciata da Igor, tecnico ambientale e tutor degli architetti del corso di "Esperto in architettura sostenibile" che hanno lavorato alla costruzione dell’aia in terra cruda.

Cosa è la bioedilizia?
Igor:
Da quello che ho potuto imparare durante il corso per "esperto in architettura sostenibile" in corso di svolgimento presso il centro di formazione professionale Dinamica e progettato in collaborazione con MAIA formazione, la bioedilizia è un insieme di tecniche costruttive che, dalla progettazione alla messa in opera, si pone come obiettivo quello di utilizzare accorgimenti e materiali utili a creare ambienti abitativi, e non solo, capaci di valorizzare il rapporto uomo-natura, a vantaggio sia dell’uno (in termini di salubrità) che dell’altra (in termini di sostenibilità).

Perché si ritorna a costruire con materiali legati alla terra?
Igor: Forse perché alcuni studiosi hanno lanciato l’allarme legato alla scarsità di risorse che il nostro pianeta è in grado di offrire, forse perché alcuni altri li trovano di gran lunga più idonei alle nostre esigenze abitative o forse perché hanno accompagnato lo sviluppo di molte civiltà comprese quelle su cui oggi si basa la nostra.

Come è nata l'idea della piattaforma costruita sui colli?
Igor:
TerrAmore è l’alba di un’iniziativa più articolata che tende a far conoscere e apprezzare un rapporto più umano e meno prevaricante tra le persone e l’ambiente in cui vivono e di cui vivono.

Di cosa era fatta l’aia?
Igor:
Molto semplice: si sono prese due parti di sabbia, una di letame, una di terra e acqua quanto basta per mescolarle insieme fino a creare una malta del tutto simile al cemento, sia per l’aspetto che per le caratteristiche tecnico-funzionali.

Chi ha partecipato all'iniziativa?
Igor:
I ragazzi del corso, alcuni docenti, il coordinatore, simpatizzanti, curiosi e persino una bimba (peccato fosse sola, altrimenti si sarebbe divertita sicuramente di più!).

Quale è il valore di queste iniziative?
Igor:
Non volendo essere troppo banale e ripetitivo trovo che la risposta che può emergere da questo interrogativo se la potrà formulare ognuno di noi a seconda delle esperienze vissute; certo è che confrontare le diverse risposte, potrebbe rafforzare l’importanza che ognuno da’ a queste nuove opportunità in grado di stimolare valori come rispetto e fiducia che, in risposta di quel che talvolta osservo girando per strada o persino all’interno della mia realtà condominiale, sembrano apparentemente demodé.

TerrAmore: il reportage fotografico

by Admin 17. February 2009 14:44

 

 

 

 

 

 

 

 

Nomadizziamoci!

Siamo Syusy Blady e Aykan Begendi,

da quattro anni l'esperienza di viaggio di Syusy, interessata agli aspetti dell'archeologia della Storia e dei misteri, si è "incocciata" con l'esperienza di un mercante turco, viaggiatore, esperto dei linguaggi dei tappeti come Aykan.

Confrontando ciò che abbiamo studiato a scuola e i nostri rispettivi atlanti storici, ci siamo accorti che la storia dell'Occidente senza un'appropriata conoscenza della Storia dell'Asia è monca, e viceversa.

Syusy è appassionata di linguaggio della Dea Madre (lo stesso studiato dalla Gimbutas), Aykan trova nei tappeti innumerevoli simboli che si ripetono costantemente e non sono altro che quel linguaggio conservato dalle mani di donne che hanno continuato a tesser e ricamare quelle immagini.

Dopo il viaggio che abbiamo fatto in Mongolia, ci siamo ripromessi di promuovere la conoscenza del nomadismo e della cultura nomade dell'Asia e non solo.