Bologna Magica al top: Tarocchi per le vie della città

by Redazione 20. July 2010 18:50

Bologna Magica al Bologna Estate 2010

15 anni di passeggiate nei misteri magici tra le vie della città

Dal 12 luglio al 3 settembre passeggiate dedicate alla storia di Bologna, rivisitata dall’occhio indiscreto del mago alla ricerca di quel sapere da sempre in bilico tra magia e ufficialità. La città fu culla e nutrice di ogni idea innovativa e quindi giudicata pericolosa dal Tribunale dell’Inquisizione: eresie, streghe, stregoni, maghi, indovini, presenze misteriose e diaboliche. I ritratti dei personaggi più inquieti che vissero in città.

Info: 051/916563-051/916750, Cell: 339/4675826-348/8138815
http://www.bolognamagica.com

 

Bologna Magica al top: Tarocchi per le vie della città

22 e 29 luglio - 12 agosto

Gli Arcani protagonisti assoluti del Sal8 di Syusy Blady nel cuore della città...

Appuntamento: Piazza Galvani (vicino Statua Galvani) Ore 21,00

Un percorso tra le vie che si identificano meglio con la magia degli Arcani Maggiori dei Tarocchi, tra ... impichati... diavoli e stelle, fino a giungere al Sal8 di Syusy Blady, nel cuore della città, dove la parole diventano immagini in una mostra unica dedicata ai Tarocchi di Bologna!

Ventidue sono le strade, così come lo sono le manifestazioni dell'essere nella sua differenziazione e nella sua storia. 22 sono le lettere che esprimono il mondo, coniando un nuovo alfabeto da decifrare. 22 sono gli arcani maggiori dei Tarocchi, un cammino iniziatico o forse solo un gioco di vita che illumina il percorso di Bologna, colei che non si svela, città antica e paziente, che mostra l'accoglienza come attributo venusiano e il segno del Toro e il segno del Toro come archetipo divino del femminile, dell'Acqua sacra e rigeneratrice che diviene poi Terra costruttiva. Fine serata con visita alla mostra espositiva TAROCCHI AL TOP - I TAROCCHI DI BOLOGNA

Artista: Maria Rita Frazzoni al Sal8 di Syusy Blady

Proiezione video di Syusy Blady "Bologna... sotto il segno di Venere"

Quota di partecipazione per autofinanziamento Euro 12,00
Occorre la prenotazione, posti limitati
Durata 1h e 30 m circa
La manifestazione si terrà anche in caso di pioggia e si tiene nel centro cittadino

Il Capodanno dei bambini con Syusy e la sua yurta!

by Admin 11. January 2010 18:08

Salviamo la Basilica di Santo Stefano!

by Admin 14. December 2009 19:00

Sono certa che tutti avrete letto i numerosissimi articoli apparsi sui giornali. I Monaci hanno lanciato un grido d'allarme e d'aiuto. La Basilica di Santo Stefano a Bologna cade a pezzi. E se le istituzioni sono indifferenti non si deve dire altrettanto della cittadinanza che a dispetto di tutto e tutti ama la propria città e i suoi monumenti... testimoni di un passato straordinario.

SALVIAMOLA!!!

Le guide dell'Associazione Culturale G.A.I.A. Eventi promuovono una raccolta fondi per la Sancta Jerusalem Bononiensis

VISITE GUIDATE: STORIA, LEGGENDE E MISTERI DELLA BASILICA DI SANTO STEFANO: LE "SETTE CHIESE"
In via del tutto straordinaria verranno aperti il Sepolcro di Gesù e la sorgente del tempio isiaco Le visite partiranno dalla piazza, fronte ingresso basilica.

NON E' RICHIESTA LA PRENOTAZIONE, il contributo richiesto è di 10 euro a persona e sarà interamente devoluto ai Monaci Benedettini per i restauri del complesso
SABATO 19 DICEMBRE 2009 - ORE 10, 11, 12, 15, 16, 17
DOMENICA 20 DICEMBRE 2009 - ORE 10, 11, 12, 15, 16, 17

Per informazioni: www.bolognaeventi.com - 0519911923 (dal lun al ven dalle 10 alle 13)

Syusy al Convegno Verdechiaro Edizioni

by Admin 26. November 2009 13:55

Domenica 29 Novembre Syusy partecipa al Convegno Verdechiaro Edizioni "Protagonisti del Cambiamento - Dalla Competizione alla Collaborazione in un mondo che cambia". Appuntamento all'Hotel Savoia Regency di Bologna. Nella due giorni del convegno che inizia già sabato 28 si alternano moltissimi ospiti e relatori, italiani e stranieri. Oltre a Syusy le tavole rotonde coinvolgeranno:

- Enzo Decaro: docente di scrittura creativa alla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Salerno. La sua carriera di autore e attore si divide tra teatro, televisione e cinema.
- Paola Giovetti: giornalista, scrittrice e traduttrice, specializzata nel campo della ricerca psichica e dell’esoterismo. E’ autrice di una trentina di saggi per le edizioni Mediterranee e romanzi per Verdechiaro Edizioni.
- Riccardo Cimino, Studiosuoni, Roma: si occupa da sempre di tutti gli aspetti del suono.
- Anton Ponce de Leon: Spiritualità andina
- Josè Manuel Chica: Feng Shui - I Ching.
- Paola Leopizzi Harris: giornalista e fotografa italoamericana.
- Giuliano Falciani: ricercatore indipendente.
- Adriano Forgione: giornalista e ricercatore, esperto di Ufologia
- Maurizio Cavallo: Centro di Ricerche Clarion; esperto di Ufologia.
- Jorge Alfano: Musicista e Musicoterapeuta.
- Antonella Dalla Benetta: musicista e Musicoterapeuta.
- Josè Blanco Unzuè: monaco Carmelitano; ricercatore spirituale e teologo.
- Giorgio Baietti: insegnante di Filosofia; scrittore e giornalista.
- Franz Winkler: scrittore e ricercatore spirituale. Geometria sacra.
- Geraldine Walker: ricercatrice spirtuale. Macrobiotica.
- Anonella Bracchi: macrobiotica.
- Claudia Enrico: alimentazione naturale e Reiki.
- Lena Tritto: docente ScuolaTao, insegnante di cucina.
- Giampiero Varetti: psicologo, psicoterapeuta, musicista e regista.
- Albert Rabenstein: arte terapeuta, Musicista, ciotole tibtane.
- Cesare Boni: scrittore e Ricercatore Spirituale, docente universitario e scrittore.
- Giancarlo Tarozzi: studioso di Antropologia e Sciamanesimo. Uno dei massimi esperti nella guarigione con tecniche naturali e Reiki.
- Maria Rosa Greco: psicologa e psicoterapeuta, esperta di culture Matriarcali ed energia femminile.
- Guido Guidi Guerrera: giornalista per le pagine della cultura del gruppo QN ed esperto di Fisiognomica, Spiritualità e Sufismo.
- Morgana Montermini: musicista, pianista e cantante Jazz.
- Danny Many Horses: musicista e nativo americano. Suona il flauto ed è studioso e profondo conoscitore della spiritualità dei nativi.
- Antonio Onorato: musicista - compositore
- Valeria Saggese: artista eclettica. studia linguaggi corporei
- Giuseppe Spinetti: psichiatra, Presidente Naz.
- Carlos Menegazzo: psichiatra, analista e psicodrammatista junghiano.
- Alessandro Meluzzi: psicologo, psichiatra e psicoterapeuta, docente di Genetica del Comportamento Umano e di Salute mentale presso l’Università di Torino.
- Enzo Braschi: attore televisivo e cinematografico, studioso dei nativi americani.
- Miten Veniero Galvagni: psicoterapeuta, traumatologo e costellatore sistemico.
- Holger Kersten: studioso di storia religiosa e teologo dell’Università di Friburgo (Germania).

Per maggiori informazioni e per visionare il programma: http://www.verdechiaro.com

Patti Smith al Sal8 di Syusy

by Admin 28. September 2009 21:43

IL SAL8 DI SYUSY BLADY

e la “Nipple2” Art Gallery di Aykan Begendi

PRESENTA

FABIO TORRE "PATTI SMITH - SIMPLY A CONCERT"

A cura di Sandro Malossini

Inaugurazione venerdì 11 settembre 2009, alle ore 18,30

Dall’11 settembre al 4 ottobre 2009, tutti i giorni dalle ore 18,00 alle ore 21,00

SAL8 DI SYUSY BLADY, via Santo Stefano n.13 (P.zza Sette Chiese), Bologna

www.nomadizziamoci.it - tel. 347 1512817

Il Sal8 di Syusy Blady ospita nuovamente la Nipple2 Art Gallery di Aykan Begendi, con la mostra di Fabio Torre “Patti Smith – Simply a Concert”, a cura di Sandro Malossini.

Inaugura l’11 settembre, la mostra fotografica Patti Smith – Simply a Concert, con presentazione in anteprima dell’omonimo libro, pubblicato da Damiani editore, dell’artista bolognese Fabio Torre. Si tratta di una serie di fotografie, corredate da alcuni disegni e dipinti, che testimoniano parte della ricerca che Torre ha dedicato negli ultimi anni alla rockstar newyorkese. La Patti Smith che vediamo rappresentata è quella di oggi, più che mai vitale dal ritorno alle scene nei primi anni ’90 dopo un decennio di silenzio, indagata nelle tante sfaccettature della sua complessa personalità. Pochi artisti portano con sé, nella loro fisicità, i segni della propria storia, che viene in qualche modo rielaborata e rappresentata in ogni performance. Benché il lavoro fotografico copra un periodo relativamente breve e recente, possiamo leggervi la lunga biografia professionale: dalla Patti scatenata e rocchettara, che grida agitando capelli e chitarra, a quella tutta teatrale e performativa che la rende un’icona tra le più complesse e interessanti della scena contemporanea. Nella sequenza delle immagini, caratterizzate dai drammatici chiaroscuri, Patti Smith si trasforma progressivamente in presenza sempre più silenziosa e profonda, a volte perfino sacerdotale e ieratica.

Il libro, in uscita a metà settembre, raccoglie oltre 80 ritratti in bianco e nero della “poetessa del rock” e comprende una preziosa introduzione di Fernanda Pivano un saggio di John Rockwell, critico musicale americano di culto dagli anni ’60 in poi, e Claudio Marra, docente di Storia della Fotografia.

Fabio Torre è nato nel 1955 a Bologna, dove vive e lavora. Tra le mostre personali più recenti: Temporary Palazzo Parma, Next Art Gallery Arezzo (2009); Galleria Studio G7 Bologna, Marena Rooms Gallery Torino (2008); Castello di Guiglia, Galleria Studio G7 Bologna, Fabio Paris Art Gallery Brescia (2006), Artesegno Centro Arte Udine, Galleria Studio G7 Bologna (2004); AMSTE Arte Contemporanea Lissone, Studio 34 Salerno, In San Lorenzo Parma (2003); Galleria Studio G7 Bologna, Fabio Paris Art Gallery Brescia (2002); Studio 34 Salerno, Fabio Paris Art Gallery Brescia (2001). A Patti Smith, Torre ha dedicato anche il libro di poesie in lingua inglese A Soldier with no Shoes (Edizioni L’Obliquo).

Cosa è il mio Sal8?

E’ una parte di casa mia dove mi piace ospitare incontri culturali su argomenti che colpiscono la mia curiosità.

Abbiamo parlato di arte e misteri, di sante e madonne, non poteva mancare l’incontro con una strega moderna come Patti Smith presentata attraverso il racconto e le foto di un suo grande fan, Fabio Torre che sicuramente la ama da sempre ma forse anche la teme. Dalle sue foto lo si direbbe o forse è la mia interpretazione personale, derivata dal mio modo di vedere da provinciale il mondo newyorchese degli anni 70.

In fondo lei ha vissuto un momento che tutti noi avremmo voluto vivere prima di questi tristissimi anni da nulla che ci tocca sopportare in attesa di chissà quale evento che cambierà tutto. Quale evento? Quale futuro? Forse lei “la strega Patti” lo sa.

Syusy Blady

Nomadizziamoci presenta “Mediterraneum”

by Admin 11. February 2009 14:16

Nomadizziamoci presenta "Mediterraneum", il Mediterraneo visto attraverso l'obiettivo di Giulio Rimondi

Prosegue l’attività del progetto NOMADIZZIAMOCI all’interno del “Sal8 di Syusy Blady” con la mostra personale di GIULIO RIMONDI, Mediterraneum, curata da Sandro Malossini in collaborazione con Aykan Begendi.
Le 21 fotografie esposte sono state realizzate negli ultimi due anni, concepite all’interno di un progetto di più ampio respiro, indagano e fissano istanti, quasi decontestualizzandoli, della quotidianità in alcuni paesi che si affacciano sul Mediterraneo: dal Marocco all’Algeria, alla Tunisia, all’Egitto, dalla Siria alla Giordania al Libano.
A metà strada tra fotografia d’arte e reportage rappresentano una ricerca sull’identità culturale del mondo arabo. Non prive di rimandi letterari, ogni fotografia appartiene alla narrativa visiva, intensa, frammentaria e poetica del viaggio.

Il Sal8 di Syusy dal 13 al 28 Febbraio ospita la mostra fotografica di un giovane fotoreporter d'arte, Giulio Rimondi. Gli scatti esposti sono stati accuratamente selezionati con Syusy, Sandro Malossini e Aykan Begendi tra le tante immagini raccolte durante Mediterraneum, il lungo progetto-viaggio che Giulio ha intrapreso per cogliere e raccontare le origini della nostra civiltà.
Giulio ha viaggiato a lungo tra i paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo, nella convinzione che tutti i popoli che abitano le coste condividano una storia, una cultura e un'identità comuni.
Ecco cosa si sono detti Syusy e Giulio quando si sono incontrati qui in Redazione, in questi giorni di allestimento per la mostra di imminente inaugurazione...

 

Syusy: Viaggio e immagine, noi come Turisti per Caso ne sappiamo qualcosa. Certo è difficile catturare l'immagine con sapienza, c'è una differenza abissale fra le immagini raccolte casualmente e quelle studiate, cercate, inseguite. Giulio, quand'è che la foto di viaggio diventa arte?
Giulio Rimondi: Sicuramente quando il viaggio viene scelto e vissuto in base a un progetto che si ha chiaro in mente, ma senza perdere la freschezza dello sguardo. Questo significa documentarsi prima di partire solo quanto basta a essere dei viaggiatori consapevoli e informati, ma non al punto di perdere ogni sorpresa. Non bisogna rinunciare a una certa dose di avventura...

 

Syusy: Esatto! È quello che ho sempre detto anche io: bisogna viaggiare per sapere, per conoscere, ma senza portare da casa preconcetti!
Giulio Rimondi: Comunque in una foto di viaggio solo ¼ dell'immagine è il puro occhio fotografico, i restanti ¾ consistono nel trovare la giusta situazione e sapervisi approcciare. “Trovare la situazione” vuol dire comunicare con la gente, sapersi proporre anche in situazioni difficili, lavorare sui rapporti umani, sulle persone, per farle sentire a proprio agio. Può capitare che in maniera del tutto casuale con uno scatto fugace si ottenga un risultato convincente, ma più spesso è necessario fare anche centinaia di foto per arrivare a quella che si sta cercando. Mi capita spesso di fare moltissimi scatti che so già non mi serviranno, per abituare le persone alla mia presenza, al rumore della macchina fotografica, all'idea di esserne il soggetto, per arrivare a coglierle nella spontaneità... La differenza quindi si fa nella ricerca dell'immagine.

 

Syusy: Ti rifai a qualche grande fotografo in particolare?
Giulio Rimondi:  Ammiro Capa, Koudelka, Cartier-Bresson, maestri sempre di grande ispirazione. Ma non ne imito lo stile, oltretutto sarebbe impossibile, il periodo nel quale loro fotografavano aveva una qualità visuale differente dal nostro. Non dico migliore, semplicemente differente. Io preferisco averne uno mio personale. Infondo loro raccontano il loro tempo, io cerco di avere uno sguardo più attuale, che sappia cogliere l'oggi senza perderne la poesia.

 

Syusy: Hai viaggiato molto per il tuo progetto “Mediterraneum”, esattamente dove sei stato, che luoghi hai visto?
Giulio RimondiIn un primo viaggio ho attraversato Marocco, Algeria, Tunisia ed Egitto, spingendomi a sud fino a Marrakesch, e risalendo poi sull'altro cardine fino allo stretto di Suez, passando per Alessandria. Ho fatto poi un altro lungo giro tra Libano, Siria e Giordania. Anche Israele in verità, ma gli dedicherò un capitolo a parte e certo dovrò tornarci. E’ stato durante questi primi due viaggi che ho iniziato a raccogliere il materiale per “Mediterraneum”, tra cui le 21 foto in esposizione al Sal8.

 

Syusy: Di solito come viaggi? C'è qualcuno con te?
Giulio Rimondi: Viaggio principalmente da solo. Le mie prime esperienze di viaggio risalgono ai miei 16 anni (ora ne ho 24), ho girato per l'Europa con un gruppo di amici; poi, nel tempo, quando ho avuto l'esigenza di continuare a viaggiare e ho capito che nessuno sarebbe venuto con me nei tempi e nei modi in cui mi premeva farlo, ho iniziato ad andare da solo. Per scoprire che è meglio, perché sono gli incontri che si fanno durante il viaggio a essere importanti e muoversi in un gruppo, anche solo di due o tre persone, è già diverso. Se sei in un gruppo vieni percepito diversamente, interagisci diversamente, per non parlare del confronto con gli stessi compagni di viaggio che è sì un arricchimento, ma sicuramente cambia la percezione di luoghi e situazioni, la influenza. Preferisco vivere l'esperienza direttamente, senza mediazioni.

Syusy: E dire che a vederti sembri una persona molto timida e introversa, come fai a girare da solo e a fare tutte le cose che fai? Convincere la gente a posare per te, attraversare paesi, dogane, controlli...
Giulio Rimondi: Quando si è da soli in un paese straniero e ci si confronta con persone nuove che non parlano la propria lingua, l'introversione fa presto a scivolare via. Prevale il desiderio di conoscere, l'ispirazione.

 

Syusy: E hai mai raccontato balle per fare la foto giusta? Magari fingendo di essere qualcuno che non sei?
Giulio Rimondi: Beh, quando si viaggia nei paesi che ho attraversato si spreca metà del tempo a chiedere permessi, autorizzazioni e lasciapassare molto difficili da ottenere. A volte penso che se fossi un reporter di National Geographic invece che un artista indipendente sarebbe tutto più facile! Quindi diciamo che, più di vere e proprie balle, ho utilizzato qualche escamotage. Ad esempio per passare alcuni blocchi dell'esercito ho detto confidenzialmente di avere già il permesso, di aver parlato con chissà quale superiore, di essere atteso da chissà che personalità... Bisogna un po' arrangiarsi!

 

Syusy: Anche io sono stata in Libano, a Baalbek tu dove sei stato?
Giulio RimondiIl Libano l'ho girato un po' tutto: nel nord-est anche io sono stato a Baalbek, poi spesso a Tripoli, ho vissuto a Beirut (ora sto per tornarci) ed ho attraversato tutto il sud. Spostarsi in Libano può essere difficile per i ripetuti blocchi che si incontrano, ma mi sono trovato benissimo, soprattutto lavorando al sud con Hezbollah perché c’è una situazione gestita internamente in maniera molto professionale e organizzata. C'è sempre qualcuno che accompagna il fotografo o il giornalista, perché è risaputo che girando da soli non si passerebbe certo inosservati; c'è una certa diffidenza, compensata da una grande attenzione al supporto di giornalisti e fotografi stranieri. Questa ovviamente è più che altro una mossa politica e di propaganda, ma insomma, non si può pretendere tutto...

 

Syusy: Quella è una zona calda del mondo, con una situazione critica difficile da capire per chi ne è osservatore esterno. Tu cos'hai imparato vivendo il Libano così da vicino, la situazione è così radicata nella gente?
Giulio RimondiOnestamente sono molto scettico e non vedo molte via d'uscita. In Libano siamo alle porte di una nuova elezione, che sicuramente sarà foriera di problemi... Io ci andrò tra pochi giorni, proprio per lavorare sui momenti della propaganda e confondermi tra la gente, ma non credo ci sia possibilità di un accordo. Il paradosso è che senza una persona carismatica al potere, come l'attuale capo del governo Suleiman (ex capo dell’esercito), è durissimo gestire le contraddizioni, ma quando poi la persona carismatica c'è, più è carismatica... meno dura! Il mio scopo quando fotografo, il mio ideale, è proprio cercare di presentare determinate categorie di persone ad altre, in modo che si vedano, si conoscano e riconoscano nelle immagini. Umanamente, senza xenofobie e ipocrisie, solo in quanto esseri umani. Significa stabilire tra loro una relazione emotiva. E’ la base della comprensione e dell’accettazione reciproca. Se ti senti legato a qualcuno, se ti immedesimi in lui, non vuoi fargli del male, giusto?!

Syusy: Come commenti la foto che abbiamo scelto per la locandina di questa mostra, che sembra quasi un dipinto, ma devo dire forse è un po' inquietante... Cosa rappresenta per te?
Giulio Rimondi: Tra tutte credo sia la fotografia più metafisica, la prima che ho fatto e quella che nonostante non mostri né mare, né spazi aperti riesce a rendere completamente un'idea di mediterraneità. Punta dritta all'uomo!

GIULIO RIMONDI, è nato a Bologna nel 1984. Consegue nel 2006 presso la locale Università la Laurea in Lettere. Da quel momento si dedica al viaggio, per passione e curiosità, parallelamente inizia il suo percorso artistico. Soggiorna a New York dove conosce e frequenta il fotografo, dell’Agenzia Magnum, David Alan Harvey. Partecipa a workshop internazionali a New York, in Israele e Palestina. Prima esposizione personale nel marzo 2007 alla Galleria “Ferro di Cavallo” di Roma, successive partecipazioni a mostre collettive in vari paesi; invitato nel gennaio 2009 dalla Galleria “Anna D’Ascanio” di Roma all’Arte Fiera di Bologna. Attualmente ha rapporti contrattuali con le Galerie: Lucie Weill & Selingmann di Parigi, Masotta Torres Arte Contemporaneo di Buenos Aires e Patricia Laligant di New York.

Nomadizziamoci!

Siamo Syusy Blady e Aykan Begendi,

da quattro anni l'esperienza di viaggio di Syusy, interessata agli aspetti dell'archeologia della Storia e dei misteri, si è "incocciata" con l'esperienza di un mercante turco, viaggiatore, esperto dei linguaggi dei tappeti come Aykan.

Confrontando ciò che abbiamo studiato a scuola e i nostri rispettivi atlanti storici, ci siamo accorti che la storia dell'Occidente senza un'appropriata conoscenza della Storia dell'Asia è monca, e viceversa.

Syusy è appassionata di linguaggio della Dea Madre (lo stesso studiato dalla Gimbutas), Aykan trova nei tappeti innumerevoli simboli che si ripetono costantemente e non sono altro che quel linguaggio conservato dalle mani di donne che hanno continuato a tesser e ricamare quelle immagini.

Dopo il viaggio che abbiamo fatto in Mongolia, ci siamo ripromessi di promuovere la conoscenza del nomadismo e della cultura nomade dell'Asia e non solo.