Guarda il video "La storia della mia yurta"
Nomadizziamoci
Sopravvivere con stile
Una proposta, un luogo, un progetto di Syusy Blady
Premessa
Proviamo a pensare come sopravvivere con l’essenziale.
Proviamo a pensare di che cosa abbiamo bisogno oltre che dell’essenziale.
E’ semplice ci serve quello che abbiamo quando, stanchi della solita vita, ce ne andiamo in vacanza, magari in campeggio.
Perché deve essere così bello vivere in ambienti naturali con poco o niente con una tenda come riparo per gioco e non deve esserlo per davvero?
Pensate a cosa fanno i bambini quando giocano: una capanna.
Perché se è così divertente non lo facciamo sempre?
Per i Nomadi dell’Asia centrale, quella che per noi è vacanza, è la vita.
Sono loro che hanno messo a punto la tenda-casa più incredibile che ci sia, che resiste ai venti gelidi a 40 sotto zero delle steppe siberiane ed ai 40 gradi sopra zero del caldo del deserto del Gobi. Attorno alla yurta, la casa trasportabile dei mongoli chiamata da loro gher si sviluppa un discorso che ci porta lontano.
Lontano nello spazio, potremmo spostarci con la tenda come faceva Gengis Kan che non ha mai fondato una città ma ha costruito il più grande impero che la storia ricordi,ma possiamo spostarci anche nel tempo.
Perché il mausoleo di Teodorico è fatto come una yurta e perché sono fatte così anche le tombe degli Etruschi, senza parlare del Panteon o della basilica di San Luca!?
Quanta della nostra cultura e del nostro dna stesso arriva dall'Asia? E perché?
Come mai la lupa che allatta i gemelli, che sono in realtà gemelle, è il simbolo stesso di tutte le popolazioni nomadi dell’Asia molto prima dei romani?
Cosa c’era in passato là se nel deserto del Taklamakan sono state trovate mummie del 3000ac coi capelli rossi, la pelle chiara,in grado di fondere il bronzo e di tessere tessuti scozzesi?
E come mai ad un esame del loro dna si è visto che non venivano dal nord Europa ma erano un misto di razze come siamo noi ora dopo molti millenni di storia umana?
Cosa è successo in passato che ha fatto ricominciare la civiltà da capo?
Potrebbe riverificarsi?
E noi, noi siamo pronti a questa eventualità?
Nomadizziamoci è l’invito a essere nomadi dentro e fuori e a trovare la strada…
L'orto dei Giusti
Maurizia Giusti (Syusy Blady) su 10 ettari di terreno sui primissimi colli bolognesi, visitabile e facilmente raggiungibile dalla città (anche in autobus), si propone in primis di aggregare in un luogo sulle colline bolognesi tutti coloro che lavorano sul tema "eco". Prima di tutto, assieme a coop le Ali e in collaborazione con gli architetti di Geologika con l’interessamento dell’arch. Mario Cuccinella, vorremmo creare una comunità interessata alla diffusione e potenziamento inventivo di contenuti eco.
Per far questo vogliamo gestire in modo creativo e divulgativo gli orti creando un Club degli ortolani.
Club degli ortolani
L'intenzione è quella di affidare piccoli appezzamenti di terra a persone interessate a vario titolo a ri-avvicinarsi fisicamente alla terra, cioè a fare zapping (ma non in senso televisivo o figurato), a creare una sorta di associazione in cui l’orto serva anche da pretesto per incontrarsi, confrontarsi, divertirsi e rappresentare quindi una sorta di comunità non virtuale dedita alle 3 A (agricoltura, ambiente, alimentazione) che sono non-a-caso lo slogan della facoltà di Agraria dell’Università di Bologna (preside Andrea Segrè) con la quale sono già in atto collaborazioni.
Ci sarà anche una serra biologica per la coltivazione di piante officinali. Ognuna verrà raccontata con un filmato che ne illustrerà le caratteristiche.
Nella serra sarà messo fisso un impianto per convertire il movimento della linfa nelle piante in suono: insomma sarà ascoltabile la musica delle piante.
Tutto questo avrà sfogo e collegamento in una bottega a filiera corta sita in via Galliera a Bologna, in città.
L'orto dei Giusti è anche una mostra permanente (e funzionante) di nuove applicazioni di bio-edilizia e di forme di produzione di energia rinnovabile o di risparmio energetico.
Si sono già tenuti incontri pratici di costruzione con la terra per la messa a punto di un aia in terra sabbia e letame come si faceva tradizionalmente nelle campagne. Dopo la presenza al SAIE (fiera dell’edilizia di Bologna) abbiamo realizzato con Mithsubischi electric un Carretto del sole, che produce energia elettrica e che è facilmente spostabile. Gli strumenti eco, tutti gli strumenti "alternativi" per procurarci energia ci debbono suggerire però un modo diverso di intendere la bellezza, lo stile di vita, il rapporto con la natura.
Nomadizziamoci
Partendo dal principio che non ci si occupa di energie alternative per poi continuare imperterriti a consumare come abbiamo sempre fatto, o semplicemente per risparmiare un poco, mantenendo di fatto lo stesso stile di vita del passato che si è anche rivelato insoddisfacente.
Noi, come occidentali che abbiamo creduto nel consumo ad oltranza dobbiamo guardare con interesse ed ammirazione alle Culture altre, che per scelta e necessità hanno prodotto altri stili di vita da studiare e praticare per capire.
Queste sono Culture con la lettera maiuscola che hanno un rapporto anche rituale con la natura e che in molti casi hanno conservato anche la simbologia, i linguaggi e le sapienze arcaiche.
E’ ora di rivisitarle con un nuovo interesse che coincide ora con la nostra possibile sopravvivenza.
A questo scopo nasce tre anni fa assieme ad Aihan Begendi il progetto NOMADIZZIAMOCI già dimostrato la sua efficacia girando per le piazze e i parchi d’Italia e sul quale è stato realizzato un filmato dal titolo "storia della mia yurta".
Quindi il nostro Orto Pubblico sui colli, il nostro club degli ortolani, sarà anche un campo di yurte (tende mongole) facilmente montabili e smontabili alla bisogna, capaci di ospitare - per un incontro, per la visione di un filmato o una conferenza - 50 persone sedute sui feltri tradizionali e quindi due scolaresche per lezioni all’aria aperta. L’illuminazione verrà fornita da un carretto del Sole prodotto a prototipo dalla Mitsubishi Electric con la tecnica di Reverberi Enetec e i led di Cariboni Lite. Potremo allestire anche una yurta-antropologica, con arredi e oggetti di uso delle tribù nomadi della Mongolia e avere anche momenti di intrattenimento culturale.
Storia della mia yurta
La Yurta è la casa più ecologica e antica del mondo: con la sua struttura di legno e i suoi feltri è solo appoggiata al suolo , è abitabile da -40 a +40 gradi. E’ un presidio, una mostra, una provocazione estetica, un monumento, un teatro: dentro la yurta che si è nomadizzata per città e campagne d’Italia,in questi 3 anni abbiamo proiettato e commentato filmati dal mondo, condotto dibattiti, intrattenuto con spettacoli e musica dal vivo. Da quando è arrivata dalla mongolia abbiamo intrapreso un viaggio vero e proprio nella storia e nello stile di vita di popoli lontani e vicini per ridiventare "nativi" di casa nostra.