La yurta di Syusy, metafora del vivere ecosostenibile

January 26, 2009 at 6:34 PMAdmin

Tre anni fa, dopo il mio viaggio in Mongolia, con molte peripezie sono riuscita a portare dalle steppe mongole fino qui in Italia una yurta, la tenda-casa dei nomadi dell’Asia Centrale. La yurta è la casa più ecologica e antica del mondo: con la sua struttura di legno e i suoi feltri non implica di piantare nemmeno un picchetto, è abitabile da -40 a +40 gradi. È un presidio, una mostra, una provocazione estetica, un monumento, un teatro: dentro la yurta (che i mongoli chiamano "gher") in questi due anni, assieme ad Aykan Begendi esperto di arte nomade e complice in questo progetto fin dall'inizio, abbiamo proiettato e commentato filmati e mostrato nuove tecnologie (come ad esempio un nuovissimo tappeto a pannelli solari).

Tre anni fa, per la prima volta, la nostra yurta è stata allestita alla fiera di Rimini Ecomondo. Da allora abbiamo girato l’Italia portandola in giro per comunicare, esemplificare e divulgare i temi del vivere ecosostenibile. Nomadizziamoci è un invito a cambiare punto di vista sul nostro stile di vita occidentale, a guardare oltre, a riprendere confidenza con culture che abbiamo sempre impropriamente chiamato barbare e che invece ci hanno influenzato più di quanto non sappiamo. Anche il nuovo interesse che abbiamo per le energie eco non ha senso se non cambia il nostro approccio alla natura.

Non ci si occupa di energie alternative per poi continuare imperterriti a consumare come abbiamo sempre fatto, o semplicemente per risparmiare un poco, mantenendo di fatto lo stesso stile di vita del passato che si è anche rivelato insoddisfacente. Bisogna collegare questi comportamenti agli elementi storici delle Culture Nomadi, questo ci proponiamo di fare attraverso il progetto Nomadizziamoci.
Quelle Nomadi sono Culture con la lettera maiuscola che hanno un rapporto rituale con la natura e che in molti casi hanno conservato la simbologia, i linguaggi e le sapienze arcaiche. E’ ora di rivisitarle con un nuovo interesse che coincide ora con la nostra possibile sopravvivenza.
Chi ci dice che a seguito di qualche evento umano o naturale anche solo un poco catastrofico non ci troviamo noi occidentali a soccombere e i nomadi a sopravvivere come hanno sempre fatto?!

Cominciamo a pensarci... Nomadizziamoci.

Qui racconteremo le nuove iniziative a cui stiamo lavorando, prima fra tutte l’allestimento di un accampamento di yurte che dalla prossima primavera il Comune di Vignola ospiterà in riva al Panaro, come una sorta di ostello. Le yurte, facilmente montabili e smontabili alla bisogna, possono ospitare - per un incontro, per la visione di un filmato o una conferenza - 50 persone sedute sui feltri tradizionali. Oppure dei campeggiatori che decidano di passare lì la notte. Nell’accampamento avremo inoltre una yurta-biblioteca con a disposizione per consultazione tutto ciò che è stato scritto riguardo agli argomenti che tratteremo e una yurta-antropologica, con arredi e oggetti di uso delle tribù nomadi della Mongolia.

Nomadizziamoci sarà anche un luogo preciso visitabile e frequentabile aperto a contributi ed idee collocato sulla collina bolognese dove sperimentare in modo creativo ogni tipo di piccolo impianto eco  e un modo di vivere.


Syusy Blady

 

Posted in: Nomadizziamoci

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Comments (2) -

sanseverino maurizio says:

Insieme ad un paio di amici si discuteva la possibilità di comprare un appezzamento di terreno in qualche vallata sperduta dell'appennino, dove sperimentare le " difficoltà" di un ritorno ad una vita più naturale per adulti, come noi, oramai cronicamente " civilizzati". Le culture sono tutte in via di estinzione, fagocitate da un'unica grande monocultura che, paradossalmente, abbiamo chiamato "villaggio globale", dove poteri forti, sia politici che militari, oppure industrial-multinazionali e di imperialismo culturale ci costringono ad essere cittadini (vivere nelle città)e consumatori(divorare le risorse).Un nuovo pericolo: infatti, nel passato molte culture e civiltà nascevano speranzose di sopravvivere mentre altre perivano e facevano perdere le loro tracce nell'oblio del tempo.Una sorta di selezione naturale, che non impediva all'umanità la sopravvivenza grazie, appunto, alla grande varietà e diversità. Oggi non ci possiamo più permettere errori: o si vince tutti o si perde tutti. Per questo è indispensabile creare delle riserve di umanità selvatica, capace di vivere a stretto contatto con la natura, una specie da proteggere insieme agli altri animali e alle piante.La nostra idea, dunque è quella di verificare se in italia ci siano persone motivate a formare una nuova tribù, autosufficiente ed autogestita,su un territorio privato, e le yurta sembrano cadere a fagiolo per questo progetto.Sarà una idea nuova ? o l'ha già avuta qualcun'altro? Il progetto prevede gruppi di supporto che da fissi, o a rotazione, si sacrifichino a restare nel villaggio globale.Potrebbe essere studiata e sviluppata da esperti in modo da evitare errori gravi o peggio, il fallimento.Insomma ci piacerebbe sviluppare questa idea con chi ci stà.Firmato : tre amici di Ladispoli.

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Ciao, ho comprato un terreno che dall'alto dei suoi 600 mt. guarda calice al cornoviglio-sp- e apre la sua visione sulle 5 terre e sulla ligua che si chiama versilia.... e ben oltre.
Sono interessatissimo a cercare di capire cosa farci e vedendo le yurta mi sono detto... ecco questa è un'idea possibile..... mi sai autare a trovare i italia qualcuno che li costrusce'.
un abbraccio
ninad

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