L'Origine è il movimento, mostra di Dario Jacopo Laganà a Roma

L'Origine è il movimento, mostra di Dario Jacopo Laganà a Roma

by Redazione 14. December 2009 10:13

 

L'Origine è il Movimento
Dervisci in Konya
 mostra fotografica di Dario-Jacopo LAGANÀ


Inaugurazione mostra : Martedì 15 dicembre 2009, ore 17.30
 
Periodo espositivo : 15 - 30 dicembre 2009
Orari : 9.00 - 17.00 (dal lunedì al venerdì)
Piazza della Repubblica 55/56, Roma

Ingresso gratuito


Martedì 15 dicembre alle ore 17.30, presso lo spazio espositivo dell’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia a Roma, sarà inaugurata la mostra fotografica “L’Origine è il Movimento. Dervisci in Konya” di Dario-Jacopo Laganà.
 
Dalla danza all'estasi dei Dervisci rotanti nei loro abiti bianchi, per mostrare l'intimità di una cerimonia delle confraternite islamiche Sufi. Abiti, rotazioni, forti contrasti di bianchi e neri per trasmettere l'essenza di una cerimonia piccola, raccolta. Un reportage di viaggio nell'entroterra turco, nella città di Konya dove la Confraternita fu fondata. Tredici fotografie che percorrono la cerimonia, dall'inchino iniziale alle rotazioni, dove i volti sfuggono e lasciano nell'aria solo il candore del bianco degli abiti, le mani incrociate sul petto e poi allargate a cercare l'equilibrio mistico. Le stampe sono eseguite a mano dall'artista, partendo da foto realizzate su pellicola ad alta intensità per esaltare il contrasto tra gli abiti e lo sfondo. La mostra, che prende il nome da una poesia di Erika Silvestri (scrittrice che ha condiviso con il fotografo il viaggio in Turchia), è accompagnata da un'istallazione sul tema dei Dervisci e da due stampe artistiche realizzate per l'occasione.
L'evento fa parte del calendario ufficiale del Comune di Roma per Roma Città Natale 2009 e si svolge in contemporanea alle annuali celebrazioni in Konya in onore di Mevlana Celaleddin Rumi, fondatore della Confraternita.

 

Erika Silvestri così sulla mostra : “Non è facile ricreare l’intensità di una cerimonia religiosa, il denso insieme di emozioni che riescono a toccare il cuore e la mente in modo diretto e duraturo. L’arte può tentare, la parola può rimandare a una dimensione privata e intima, come in questo caso. Le quindici immagini che compongono la mostra scandiscono i diversi momenti della cerimonia Sufi come il ritmo della musica che la accompagna sottolinea i versetti del Corano. L’assenza del colore e la grana della pellicola fotografica rispecchiano la scelta di voler descrivere riducendo l’estasi e la danza dei Dervisci a pochi, essenziali elementi. Il bianco, la preghiera interna di ogni singolo Derviscio, si apre nella spirale della rotazione allargandosi e prendendo spazio sullo sfondo nero, come l’elevazione della fede rischiara dal buio della condizione umana, dall’incertezza dell’imperfezione terrena. La volontà di aggiungere due stampe artistiche, intervenendo direttamente sulle immagini, dona alla mostra un valore aggiunto: il tocco dell’artista si unisce così alla sua visione della realtà modificandola senza però trasformarla interamente. In poche situazioni il mio animo si è concesso così totalmente all’assorbimento come durante quella cerimonia, a Konya. Queste opere raccolgono il ricordo di quel giorno e lo rendono attraverso gli occhi di Dario-Jacopo Laganà, richiamando alla vita le stesse sensazioni che conservo, assopite, in me.”
 
Dario-Jacopo Laganà, fotografo napoletano con produzione orientata prevalentemente al bianco e nero sia su pellicola che in digitale, matura nel corso di otto anni una grande passione per il reportage di viaggio e per le scene di strada che lo hanno portato negli ultimi anni a realizzare reportage su Cuba, Marocco, Turchia. Il suo ultimo viaggio fotografico, nel 2009, è stato in Syria e in Giordania. è contributor di Getty Images, ha collaborato nel 2009 con lo Studio Triplan di Roma alla realizzazione di un'istallazione al Quirinale e alla Festa del Cinema di Roma e ha al suo attivo alcuni servizi di fotogiornalismo a colori in digitale sul portale di Grazia Neri. Dal 2006 cura e promuove in giro per l’Italia il progetto “Il Tempo di un Caffè davanti all’obiettivo”, critica alla frenesia della società, durante il quale offre una tazzina di caffè alla gente che si lascia fotografare. Nel 2009 ha esposto a Lione (Francia) 25 fotografie realizzate a Cuba in una personale durante la manifestazione “Callejon de Lugdunum - la musique des Dieux” ed è prevista,  nel 2010, una sua personale in una galleria di Berlino su un progetto di nudo artistico dal titolo “e-mutilations”.

 

 

 

TURCHIA – UFFICIO CULTURA E INFORMAZIONI
Indirizzo : Piazza della Repubblica, 55/56 - 00185 ROMA
Tel. 06.4871190 - 06.4871393 - Fax 06.4882425
Mail turchia@turchia.it - www.turchia.it  
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Siamo Syusy Blady e Aykan Begendi,

da quattro anni l'esperienza di viaggio di Syusy, interessata agli aspetti dell'archeologia della Storia e dei misteri, si è "incocciata" con l'esperienza di un mercante turco, viaggiatore, esperto dei linguaggi dei tappeti come Aykan.

Confrontando ciò che abbiamo studiato a scuola e i nostri rispettivi atlanti storici, ci siamo accorti che la storia dell'Occidente senza un'appropriata conoscenza della Storia dell'Asia è monca, e viceversa.

Syusy è appassionata di linguaggio della Dea Madre (lo stesso studiato dalla Gimbutas), Aykan trova nei tappeti innumerevoli simboli che si ripetono costantemente e non sono altro che quel linguaggio conservato dalle mani di donne che hanno continuato a tesser e ricamare quelle immagini.

Dopo il viaggio che abbiamo fatto in Mongolia, ci siamo ripromessi di promuovere la conoscenza del nomadismo e della cultura nomade dell'Asia e non solo.